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16/10/2021

RESISTERE PSICOLOGICAMENTE PER VIVERE LIBERAMENTE A GAZA – Il progetto “Yohzer Gaza” e la video-testimonianza del dott. Mohammed AbuShawish

Sentire sulla pelle un costante stato di emergenza, la crisi come norma, la paura come emozione di fondo, il senso di impermanenza, la nostalgia di un futuro che si vive solo nei sogni dei giovani che ancora sperano. Ecco cosa scandisce la quotidianità di centinaia di migliaia di uomini, donne e bambini che vivono all’interno della Striscia di Gaza

Come affermato dalla dott.ssa Samah Jabr, professore Associato presso diverse università palestinesi e Clinical Assistant Professor presso la George Washington University, ciò che attualmente è più preoccupante riguarda la riduzione della resistenza mentale della popolazione palestinese.

L’occupazione non è soltanto un controllo del territorio, ma si infiltra poco a poco nelle ossa e nelle menti dei palestinesi 

Dott.ssa Samah Jabr

La recente aggressione ai danni della popolazione non ha solo effetti immediati (morti, feriti, amputati, case e servizi di prima necessita totalmente distrutti), ma porta con se conseguenze psicologiche gravi. Inoltre, anche gli operatori sociali sono esposti a fattori di rischio per la propria salute mentale. Pertanto, è di primaria importanza proteggere e sostenere anche tali figure nel loro delicato lavoro di aiuto alla popolazione.

E’ in tale scenario che si inserisce “Yohzer Gaza”, un progetto volto a costruire canali di scambio formativi tra psicologi italiani e palestinesi. L’obiettivo è migliorare il recupero e il benessere dei bambini e delle loro famiglie attraverso percorsi di intervisione formativa tra professionisti italiani e professionisti gazawi.  Nell’ambito degli interventi di cooperazione internazionale si parla spesso di costruire progetti “decolonizzati”, un intento che spesso resta sospeso solo al livello d’intenzione, senza trovare una reale concretizzazione. Prendendo le mosse da tale considerazione, il progetto intende far incontrare, attraverso le piattaforme on line e successivamente dal vivo, psicologi italiani e gazawi, al fine di  creare occasioni di scambio e condivisione dei modelli e delle pratiche di intervento che caratterizzano i due gruppi di lavoro, così da ampliare le conoscenze e sviluppare interventi maggiormente efficaci.  Ulteriore obiettivo del progetto è sostenere economicamente i professionisti locali, che saranno impegnati in numerosi interventi a domicilio, in particolare in quelle aree più povere e marginali della Striscia. 

I professionisti italiani potranno così comprendere le pratiche di intervento degli psicologi gazawi e le caratteristiche di un campo di lavoro estremamente complesso, sia per la natura del conflitto sia per quanto riguarda gli aspetti socio-cutlurali-religiosi in gioco. I colleghi gazawi potranno, d’altro canto, apprendere nuove conoscenze come risultato del confronto con professionisti che seguono modelli teorico-pratici differenti. Il risultato sperato, però, è più della somma delle parti: un modello di intervento integrato che faccia tesoro delle rispettive differenze e che sia a favore della popolazione.  

I partner coinvolti sono, per l’Italia, l’Associazione “Vento di terra” e “Health Conflict and Psychology” (He.Co.Psy) – Laboratorio di psicologia clinica, etnopsicologia e diritti umani – Università degli Studi di Milano-Bicocca; per Gaza il Centro “R.E.C.” (Remedial Educational Center).

Al fine di garantire il massimo sostegno economico possibile per gli operatori sociali e i professionisti operanti su Gaza, questo progetto si impegna a promuovere una raccolta fondi attraverso ogni canale di comunicazione. Le collaborazioni attive al momento includono radio, giornalisti, attivisti, associazioni italiane e palestinesi.

Per sostenere il progetto, è possibile seguire le pagine social Facebook e Instagram di “Yohzer”.

Qui sotto è possibile guardare, con i sottotitoli in italiano, la video-testimonianza del dott. Mohamed Abushawish, tra i professionisti gazawi coinvolti nel progetto, in merito alla condizione psico-sociale della popolazione. 

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