Il Trattato
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16/10/2021

Il Trattato è un progetto culturale ideato nel 2004 e nato formalmente nel 2016 in seno ad una ristretta e determinata comunità siciliana, avente l’obiettivo di migliorare le condizioni di vita degli esseri umani.

La forma di tale progetto è costituita da due anime.

La prima è di natura editoriale. “Il Trattato”, cioè, è un periodico settimanale che coagula riflessioni su vari argomenti di importanza cruciale.  

Su determinati temi gli autori possono approdare a tesi differenti: e questo è uno degli elementi principali di ricchezza del progetto, conseguenza inevitabile della volontà di costruire un dialogo basato sul pensiero libero, luogo di incontro di ideologie talvolta anche opposte – o forse solo apparentemente tali.

La linea editoriale ed il metodo, però, restano tendenzialmente gli stessi per tutti gli autori: la prima parte degli articoli è una scomposizione critica di notizie, fenomeni ed eventi; la seconda è una ricomposizione degli elementi sotto una luce nuova e socialmente utile.

La seconda anima che costituisce tale progetto è l’azione sociale: i pezzi presentati sono un espediente narrativo grazie al quale raccontare delle storie, affrontare degli argomenti di rilevanza sociale, proporre delle linee che disegnino nuovi argini per nuovi percorsi.

Crediamo, dunque, che le sole riflessioni non siano sufficienti ad affrancare l’uomo dai problemi che quotidianamente lo affliggono.  Ed è per questo che vogliamo creare dibattiti, momenti di confronto virtuali e dal vivo, attività di carattere sociale, progetti che coinvolgano i vari segmenti che compongono la società (scuole, quartieri, università, carcere, ecc..).

Non pretendiamo di indicare “la via”, un sistema dogmatico, univoco e rappresentativo per tutti, poiché sarebbe contro ciò in cui crediamo. Quello che vogliamo è presentare un insieme di alternative possibili.

L’elemento fondante del progetto è la volontà degli autori di promuovere un’idea di “bene” che, grazie all’apporto di diverse discipline e campi conoscitivi, sappia generare un circolo virtuoso, dia suggestioni innovative e proponga strategie dii azione volte alla costruzione di nuovi scenari sociali. 

Ciò che ci guida, dunque, è una consapevolezza operativa, una “fede” sull’importanza cruciale del confronto, sia tra i membri sia tra coloro che sceglieranno di seguirla. È qui che sta la grandezza del progetto.

Vogliamo accogliere e condividere opinioni e saperi derivanti da altri approcci teorici ed esperienze, nell’ottica dunque non dell’esclusione ma di un’inclusione finalizzata all’arricchimento intellettuale, emotivo e “spirituale” (nelle diverse accezioni che tale parola dischiude).

Vogliamo creare un concetto di “agorà”, di “piazza”, dove le diverse voci abbiano la possibilità di essere messe insieme. Le contraddizioni, infatti, sono un elemento naturale nella storia dell’evoluzione del pensiero umano.

Ciò che conta, infatti, non è necessariamente la risposta data ad uno specifico problema, ma il fatto che un certo problema venga posto e che per la sua risoluzione vengano proposte diverse possibili soluzioni sulla base dell’analisi di determinati elementi.

Vogliamo avere una comprensione critica della “status quo”, del perché della nascita di certi problemi, di cosa sta sotto l’iceberg della tradizione, della situazione sociale, economica, legislativa, politica, giudiziaria, scientifica e artistica.

Vogliamo osservare i fenomeni dai più diversi punti di vista, in modo da poter utilizzare la conoscenza per cambiare le cose in meglio, mettendo più persone in una migliore posizione per poter determinare quali sono le scelte più giuste in determinate situazioni, intendendo per “giusto” una condizione che non lasci nessuno “indietro”.

Questo progetto, quantomeno nella sua fase iniziale, avrà inevitabilmente un’impronta siciliana, perché per adesso quasi tutti i suoi membri hanno origini siciliane. E l’idea di un Rinascimento e un Risorgimento siciliano, meridionale, italiano, europeo e mondiale è uno degli elementi principali che guida le nostre ricerche e azioni.

Voler circoscrivere le idee, la conoscenza e la scienza del Trattato a regioni, nazioni, continenti, etnie, religioni e classi sociali significherebbe, infatti, andare contro l’idea a fondamento del progetto stesso, ossia del perseguimento dell’interesse generale.

L’obiettivo principale è quindi quello di proseguire senza mai perdere di vista quella luce dalla distanza che ci ha spinto a scendere in campo, dando un indirizzo più preciso alla nostra vita e una possibile bussola alla vita degli altri.