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02/12/2021

Lettera Aperta Ai Cittadini Siciliani

Qualche giorno fa un caro amico mi ha detto: “Ormai ho smesso di interessarmi alla politica in Sicilia. Qualche tempo fa ho fatto una domanda a mio zio, membro della consulta di Paternò, e gli ho chiesto: <<Zio, ma perché non sistemate questo problema a Paternò? (facendo riferimento ad un disservizio nel paese)>>.

E lo zio risponde: <<E ma… Noi infatti lo abbiamo messo all’ordine del giorno… Il problema sai qual è? Che quando lo proponiamo noi, l’opposizione dice di no, e quando l’opposizione è al potere propone la stessa cosa che avevamo proposto noi, e stavolta siamo noi a dire di no>>.

Da quel momento in poi ho smesso di interessarmi alla politica siciliana, perché ho capito che tutto è mosso da interessi particolari e manca completamente l’interesse generale: ognuno tira acqua al suo mulino.

A questo aggiungo che un giorno ho portato la spazzatura dalla mia fattoria di Paternò al centro di raccolta del paese, e ho visto coi miei occhi che il compattatore metteva insieme sia i rifiuti differenziati che quelli indifferenziati (RSU)>>.

Questo mio amico non lavorava ancora (ha iniziato da qualche mese dopo aver terminato gli studi), quindi non pagava ancora le tasse. Gli ho fatto presente che forse, nel momento in cui avrebbe lavorato e pagato le tasse, si sarebbe interessato nuovamente al tema della gestione della cosa pubblica e avrebbe fatto qualcosa per cambiare la situazione.

Molti cittadini, infatti, non sanno che lavorano da Gennaio a Maggio solo per pagare le loro tasse: alla luce di questo, perché si permette che la cosa pubblica sia gestita male? Perché non denunciare pubblicamente la pubblica amministrazione o le aziende incaricate dello svolgimento dei servizi pubblici nel momento in cui non fanno il loro dovere?

Non è questo il luogo in cui discutere delle ragioni per le quali alcuni cittadini siciliani reclamano i loro diritti in sordina pur non facendo completamente il loro dovere.

Nel momento in cui i servizi che dovrebbero essere garantiti non vengono garantiti, bisogna parlare di “violazione di diritti”. E il cittadino ha due possibilità: o denunciare l’accaduto, esercitando quindi il proprio dovere; o non lamentarsi della violazione dei propri diritti, perché – per usare un inglesismo – “si ottiene quel che si dà” (“you get what you give”).

Come insegna Carlo Alberto Tregua, Direttore del Quotidiano di Sicilia, il primo quotidiano siciliano (www.qds.it): “è possibile reclamare i propri diritti solo dopo aver compiuto i propri doveri”.

Infatti, è proprio nel momento in cui si verificano e testimoniano incongruenze di questo tipo con prove concrete che è possibile far partire le inchieste, cercando risposte al perché certe cose succedono e di comprendere le ragioni e gli interessi che stanno dietro queste contraddizioni.

Nel caso dei rifiuti sono state esemplari le inchieste condotte proprio dal Quotidiano di Sicilia, il primo quotidiano siciliano (www.qds.it), dove proprio sul tema “ambiente, rifiuti ed energia” sono state più volte sottolineate le evidenti contraddizioni esistenti nell’isola siciliana.

La Sicilia è al momento una delle regioni più inquinate in Europa: la quasi totalità dei rifiuti indifferenziati (RSU), finisce nelle discariche pubbliche e private dell’isola (esatto, avete capito bene: esistono imprenditori che hanno speculato e continuano a speculare sull’abbancamento dei rifuti in discarica piuttosto che sul loro smaltimento), contaminando l’aria e mettendo a forte rischio le falde acquifere dell’isola e la salute dei cittadini che vivono in prossimità di queste aree.

Per questa ragione, senza entrare troppo a fondo nel tema, cosa che faremo nei prossimi articoli, indirizzo questa lettera aperta a tutti i cittadini siciliani che hanno a cuore il patrimonio naturale dell’Isola: scriveteci adesso e denunciate pubblicamente tutti i soprusi di cui siete testimoni! Esercitate il vostro potere di cittadini per fargliela pagare a chi viola i vostri diritti e per assicurare un presente migliore a voi, ai vostri figli ed ai figli dei vostri figli!

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