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16/10/2021

Le coppie “miste” sono più fragili delle coppie “tradizionali”?

Tra i temi principali che orbitano attorno al “mondo” delle coppie miste, le questioni legate alla fragilità relazionale e alle separazioni precoci rappresentano ancora delle questioni da chiarire. A tal proposito la gran parte dell’opinione pubblica ritiene che le differenze socio-culturali andrebbero a rendere più ardua “l’impresa” di costruire una relazione di coppia stabile. Ad uno primo sguardo sembrerebbe che le “culture” – dando per scontato che si conosca chiaramente il concetto di “cultura” o che esso abbia una qualche validità conoscitiva – rappresentino delle “barriere” che vanno a sommarsi alle diversità individuali dei partner.

Questa idea così diffusa non nasce dal nulla. Facendo riferimento alle ultime indagini, l’Istat suggerisce che la relazione di coppie miste tenderebbe a separarsi in misura quasi doppia rispetto alle coppie “tradizionali”.  Tuttavia, se non vogliamo credere ai numeri, di per sé “freddi”, questi vanno letti e interpretati in modo adeguato, cercando di cogliere la qualità specifiche del fenomeno e mettendoli in relazione ad altre variabili. In tal senso, se guardiamo agli studi sin’ora svolti scopriamo che non è sempre vero che le coppie miste soffrono di una fragilità strutturale. 

Nel loro studio condotto tra coppie statunitensi, Bratter e King  hanno rivelato che esiste lo stesso tasso di divorzio tra coppie “tradizionali” e coppie interculturali in cui la compagna o la moglie appartiene ad un gruppo etnico- nazionale minoritario. Sempre Bratter e King hanno evidenziato il fatto che nelle coppie in cui la donna è di origine afro-americana il tasso di divorzio risulta essere inferiore rispetto a quelle tradizionali. L’originalità delle loro scoperte consiste nell’aver incrociato la variabile “culturale” con quella di “genere”.

Anche il livello educativo e l’età dei partner sembrano giocare un ruolo importante nella costruzione dell’armonia di coppia. Secondo Kreider le coppie interculturali tendono ad avere una storia breve, ma la mancanza di solidità dipenderebbe non tanto dalle differenze culturali, quanto da fattori legati alletà in cui i partner si sono sposati e al livello di educazione di ciascun partner. A tal proposito, Tucker e Mitchell-Kernan hanno evidenziato che le coppie con un partner afro-americano sono composte da persone che hanno una differenza di età notevole, fattore che potrebbe incidere sulla stabilità della coppia.

Spesso non è la differenza culturale in sé e per sé a generare le difficoltà relazionali,quanto la gestione delle differenze e il tipo di attaccamento ai propri valori culturali. In tal senso, Leslie e Letiecq sottolineano il ruolo dell’appartenenza culturale e dell’orgoglio etnico nella costruzione della relazione di coppia. In un loro studio hanno riscontrato una minore solidità di coppia nei rapporti in cui i partner sono orgogliosi della loro appartenenza etnica e culturale, e ritengono la cultura dell’altro partner come inferiore.

Al contrario, quando “l’attaccamento” alle proprie origini culturali è lieve e ciascun partner valorizza la cultura dell’altro, la coppia è più coesa. Killian afferma che se ciascun partner intende le differenze culturali come una risorsa la coppia è più soddisfatta. Conoscere l’universo culturale del partner rappresenta un aspetto cruciale anche negli studi di Falicov, la quale parla di «mutual acculturation» per spiegare come nelle unioni interculturali il processo di acculturazione è reciproco, mutuo e bidirezionale e coinvolge inevitabilmente sia il partner straniero sia quello autoctono.

Concludendo, in base alla letteratura scientifica non è possibile oggi affermare che le coppie “miste” abbiano meno “chance” di restare insieme. Ciò che,  tuttavia, è importante sottolineare è che le difficoltà che queste coppie vivono possono essere ricondotte alle differenze dei rispettivi universi culturali e religiosi, differenze che vanno tenute in considerazione quando si tratta di strutturare degli interventi di sostegno e orientamento psico-sociale.


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