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02/12/2021

Fake News: Perché la gente ci crede?

Spesso ci chiediamo come riescono le fake news ad ottenere la fiducia del pubblico, ed in parte abbiamo già discusso questo tema in un precedente video dialogo dedicato all’argomento.

È stato dimostrato che gli esseri umani, in condizioni di sovraccarico di informazioni, non riescono a distinguere facilmente tra verità e menzogna. L’abilità umana di rilevare l’inganno è solo leggermente più alta di quando ci si affida al caso: i tassi di rilevazione dell’inganno sono compresi tra il 55% e il 58%, con un’accuratezza media del 54% su 1.000 partecipanti, in oltre 100 esperimenti. 

Naturalmente, se creduta vera, una fake news è diffusa più facilmente dal pubblico. Ma quali sono i processi cognitivi che spingono a credere, piuttosto che rifiutare, le fake news?

Per capirlo dobbiamo parlare di uno dei costrutti più importanti della psicologia sociale: l’atteggiamento.

L’atteggiamento mentale del soggetto determina il livello di fiducia verso un certo genere di informazioni e notizie.

L’atteggiamento è una disposizione mentale che si esprime attraverso una valutazione generale di un qualsiasi oggetto. Questa valutazione si traduce in giudizi favorevoli o sfavorevoli che sono grado di orientare i comportamenti.  

L’oggetto di un atteggiamento può essere qualsiasi cosa presente nella mente della persona (concetti, persone, gruppi). Un esempio può essere l’autostima, che è l’atteggiamento verso se stessi. Avremo un’alta autostima, se l’atteggiamento verso se stessi è positivo; viceversa, avremo una bassa autostima.

Un altro esempio è rappresentato dai valori, che sono atteggiamenti verso concetti astratti, oppure i pregiudizi, che sono atteggiamenti verso un gruppo sociale particolare.

Gli atteggiamenti sono relativamente stabili nel tempo. Però potrebbero esserci argomentazioni capaci di farci cambiare idea.

Nel campo del marketing, attraverso i principi della comunicazione persuasiva, i professionisti della comunicazione tentano di innescare processi cognitivi ed emotivi in grado cambiare (o addirittura formare) i nostri atteggiamenti.

Credere ad una fake news significa formare un atteggiamento positivo nei confronti della posizione che essa veicola.

Naturalmente, più forte è l’atteggiamento, più sarà resistente alla persuasione, persistente nel tempo e coerente col comportamento.

Da cosa dipende la forza di un atteggiamento? Essa è legata alla coerenza degli elementi che lo costituiscono. Infatti, le persone possono avere allo stesso tempo sia atteggiamenti favorevoli che sfavorevoli nei confronti di uno stesso oggetto. Dobbiamo immaginare una bilancia: in un piatto mettiamo gli atteggiamenti favorevoli, nell’altro quelli sfavorevoli.

Se l’oscillazione protende nettamente da una delle due parti, allora l’atteggiamento è forte,  coerente. Se invece elementi favorevoli e sfavorevoli si equilibrano, avremo un atteggiamento debole, ambivalente. In questo caso saremo indecisi e non avremo una posizione netta sull’argomento in questione. Basterebbe un solo elemento in più o in meno sul piatto della bilancia per far cambiare la direzione dell’ago, per farci cambiare idea.

Naturalmente molte altre dinamiche entrano in gioco, se si analizza il fenomeno da altri punti di vista. Qui ci siamo concentrati su aspetti prevalentemente soggettivi, ma è interessante notare come già questo funzionamento rende particolarmente insidiose le fake news. Infatti,  esse hanno la potenzialità di generare comportamenti basati su credenze false e non è difficile immaginare quanto dannosi possano essere gli effetti di tale meccanismo.

Prendiamo, ad esempio, la questione dei cambiamenti climatici. Le fake news in questo ambito potrebbero generare la credenza che i cambiamenti climatici non esistano. Più è virale la fake news, maggiori saranno le persone che rischiano di sviluppare tale atteggiamento. A sua volta, l’aver sviluppato un atteggiamento negativo verso i cambiamenti climatici potrebbe incentivare comportamenti dannosi per l’ambiente.

Come spiegato in un articolo della BBC pubblicato all’inizio di quest’anno, Donald Trump ha mostrato più volte un atteggiamento diffidente nei confronti dei cambiamenti climatici.

In questo scenario ci chiediamo, su quali basi vengono prese le decisioni? Su quali basi si formano le opinioni? Su quali basi si costruiscono le idee, si modellano i valori, si formano le menti delle persone?

L’informazione seria e di qualità è un diritto da difendere. Soltanto un popolo bene informato può esercitare la propria sovranità. In caso contrario, abbiamo un problema.

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